MIA FIGLIA ERA UN PO' DISLESSICA, ORA E' GUARITA

Pubblicato da Sara Ruggeri il giorno 22 April 15

Recentemente sono stata contattata da una mamma per fornire supporto alla figlia, di 10 anni, a causa di alcune difficoltà scolastiche riscontrate sin dalla prima. La bambina va a scuola volentieri, va d'accordo con compagni ed insegnanti, è solo che non le piacciono alcune materie, quindi non si impegna molto e i voti ne risentono. Concordo un incontro per valutare lo stato degli apprendimenti della piccola, ma al momento del congedo la madre mi dice "Ma le ho detto che Valentina era un po' dislessica? Però ora è guarita!"
Il primo pensiero che formulo in quel momento è rivolto proprio a Valentina: che sia o meno dislessica, cosa le è stato detto? E con quali parole? Valentina pensa di essere stata malata e di essere poi guarita?

Questo breve aneddoto evidenzia due punti focali legati al tema dei Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e della loro diagnosi:
- spesso i diretti interessati non dispongono delle corrette informazioni
- questo conduce ad un'idea distorta della condizione, per cui la diagnosi di DSA incute timore

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?
I Disturbi specifici di Apprendimento (DSA) sono difficoltà significative nell'acquisire e/o automatizzare alcune abilità che mediano l'apprendimento (lettura, scrittura, calcolo); tali difficoltà hanno base organica in quanto legate a disfunzioni del Sistema Nervoso Centrale. Questo significa che il DSA accompagna l'individuo durante tutto il suo percorso di vita, e non può essere guarito proprio perché non è una malattia, ma è una condizione, ovvero un diverso modo di elaborare le informazioni. L'individuo con DSA ha competenze e capacità esattamente identiche a quelle dei coetanei, tranne che in quello specifico dominio (lettura, scrittura o calcolo). E' possibile che un individuo abbia più disturbi specifici (ad esempio in lettura e scrittura), e il grado di severità del disturbo non è uguale in tutti gli individui che ne sono caratterizzati.

I DSA attualmente riconosciuti sono:
dislessia: difficoltà nell'effettuare una lettura corretta e/o fluente
discalculia: difficoltà nel manipolare quantità, numeri e/o procedure di calcolo
disortografia: difficoltà nel memorizzare ed applicare regole ortografiche
disgrafia: difficoltà motoria che rende difficile una scrittura fluida e veloce

Perché è importante che i diretti interessati siano bene informati?
Avere una corretta conoscenza della propria condizione significa essere consapevole delle proprie caratteristiche, quindi sia dei propri limiti che, soprattutto, dei propri punti forza e delle possibilità presenti per potenziare la propria condizione e, se necessario, aggirare gli ostacoli che si potrebbero incontrare nel percorso scolastico e di vita.

Cosa può fare il genitore di un bambino con sospetto DSA?
E' importante che i genitori che si sono rivolti ad uno psicologo o ad un neuropsichiatra per una valutazione, non abbiano timore nel rivolgere quante più domande ritengono opportune per chiarire i propri dubbi, anche rispetto all'eventuale relazione diagnostica che viene fornita.
Un'altra cosa che il genitore può fare è chiedere allo specialista di effettuare un colloquio con il bambino, magari anche in presenza dei genitori, così che questi venga a conoscenza della propria condizione con le parole giuste e non costruisca un'immagine di sé come individuo malato.

E Valentina?
Valentina non è una bambina con dislessia, ma presenta difficoltà che non rientrano nella categoria dei DSA. Ora lei stessa, la sua famiglia e i suoi insegnanti conoscono le sue caratteristiche, sanno come comunicarle a chi non la conosce e possono potenziare le sue prestazioni nel modo migliore per lei.

Cornoldi, C. , a cura di (2007). Difficoltà e disturbi dell'apprendimento. Il Mulino (Bologna)
Stella, G., & Grandi, L. a cura di (2011). La dislessia e i DSA. Giunti (Firenze)

Trovi questo articolo anche qui: http://www.davidealgeri.com/riconoscere-dislessia.html

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