ESAMI E DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Pubblicato da Sara Ruggeri il giorno 30 October 13

L'esame che conclude il ciclo formativo rappresenta sempre una grande fonte di stress a causa del timore del giudizio e del valore che questo assume, legato non solo alla prestazione didattica, quanto soprattutto all'idea di essere giudicati pronti per passare ad un livello successivo (scuola secondaria di secondo grado, università o mondo del lavoro), e dunque ad uno status sociale differente. Il valore che viene attribuito a questo tipo di traguardo è ovviamente differente di persona in persona, ma nelle famiglie in cui sono presenti ragazzi con Disturbi Specifici di Apprendimento, o difficoltà di apprendimento, questo passo rappresenta una fonte di stress spesso maggiore che nelle altre.

Solitamente è infatti già prima dell'inizio del terzo anno della scuola media o quinto di quella superiore, che i genitori di bambini con difficoltà richiedono un confronto rispetto a questo tanto temuto traguardo, alle porte di un'estate che dovrebbe rappresentare un momento di pausa prima dell'ultimo anno, ma che spesso è solo la lunga e lacerante attesa di un verdetto che decreterà quanto bravi si sia stati come genitori.

Ce la faremo?
Abbiamo lavorato abbastanza bene?
Gli altri sapranno riconoscere gli sforzi che abbiamo affrontato?
Mi* figli* vedrà riconosciuti tutti i suoi diritti in sede di esame?

La risposta più adatta a questi timori risiede non solo nell'accoglierli e ridimensionarli, ma anche nel proporre azioni pratiche che permettano di arrivare all'esame in maniera non improvvisata, soprattutto per il bene dei diretti interessati: i ragazzi che dovranno affrontare le prove e confrontarsi con la commissione in prima persona.
Nessun segreto e nessun trucco dunque, ma azioni pratiche,che possono essere riassunte in 3 passi fondamentali: calma, metodo e collaborazione.

1. Procedere con calma: rispettare i tempi di ogni studente
Se pensiamo alle conoscenze apprese come a nodi collegati fra loro a formare una rete, affinché un nuovo contenuto (nodo) risulti appreso efficacemente, è importante che sia collegato (linked) con gli altri già presenti, così da creare una rete di apprendimenti relativamente stabili. La possibilità di apprendere in modo profondo e non "a compartimenti stagni" è anche funzione del tempo che si fornisce allo studente per elaborare un certo contenuto: rispettare i tempi di apprendimento non significa solo creare un nuovo nodo ma permettere che questo si connetta con gli altri.

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Fondamentale risulta, per lo stesso motivo, iniziare il ripasso delle diverse materie almeno un mese prima dell'inizio degli esami: un ripasso progressivo e graduale permetterà di arrivare all'esame più preparati e sereni.
E se i tempi della scuola non permettessero di procedere con calma?
Meglio a questo punto selezionare a priori gli aspetti fondamentali che saranno oggetto di studio per ogni nuovo argomento, prevedendo eventuali approfondimenti in una seconda fase. E' importante condividere con i ragazzi domande e/o esercizi base predefiniti per ogni argomento, esplicitando che le risposte a tali quesiti rappresentano i contenuti fondamentali che saranno oggetto di verifica, di ripasso e d'esame.
Vantaggi: favorire un apprendimento più stabile e duraturo, favorire un approccio non ansiogeno all'apprendimento, promuovere un'idea di apprendimento come costruzione e connessione costanti
Limiti: selezionare eccessivamente e costantemente le informazioni inibisce il lavoro elaborativo dello studente, meglio dunque limitare questa pratica ad argomenti molto lunghi e complessi e soprattutto per coloro i quali mostrano difficoltà in tal senso
Cosa dice la legge: Legge 170/10 Art. 5 "Misure educative e didattiche di supporto": "Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche [...] garantiscono: a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti [...] adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate."

2. Procedere con metodo: conservare e organizzare i materiali specifici raccolti durante l'anno
A questo scopo sarà utile dividerli per materie, così da poterne usufruire sia durante l'anno sia per il ripasso in previsione dell'esame. L'attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata prevede la produzione da parte degli insegnanti di materiali specifici che possono essere d'aiuto per lo studio di alcuni argomenti e che sarebbe utile quindi conservare.
Lo stesso riguarderà gli eventuali strumenti compensativi scelti in accordo con gli insegnanti (formulari preparati ad hoc, mappe e, ad esempio, la lista di domande ed esercizi base proposti nel Passo 1): aver fatto pratica durante l'anno con questi strumenti, permetterà di selezionarli velocemente e di usarli correttamente in sede di esame.
Come aiutarlo ad organizzare i materiali?
Potrebbe essere utile prevedere un quaderno ad anelli come raccoglitore per i diversi materiali e strumenti compensativi, utilizzando divisori per orientarsi più facilmente fra le diverse materie.
Per evitare di arrivare al momento del ripasso senza alcuni importanti materiali è utile fotocopiarli/scannerizzarli di volta in volta, così da avere sempre a disposizione una copia di riserva.
Vantaggi: abituare all'organizzazione e al metodo nel lavoro, promuovere l'idea di progressività degli apprendimenti, evitare l'utilizzo di strumenti compensativi poco familiari durante l'esame
Limiti: l'eccessiva collezione di materiali potrebbe provocare un sovraccarico nella quantità di informazioni da gestire, è importante quindi che gli insegnanti aiutino il ragazzo a selezionare materiali e strumenti più importanti da portare con sé in sede d'esame
Cosa dice la legge: Ordinanza Ministeriale N. 13 2012/2013 Art. 18 "Nello svolgimento delle prove scritte, i candidati possono utilizzare gli strumenti compensativi previsti dal Piano Didattico Personalizzato o da altra documentazione redatta ai sensi dell’art.5 del D.M. 12 luglio 2011. Sarà possibile prevedere alcune particolari attenzioni finalizzate a rendere sereno per tali candidati lo svolgimento dell’esame sia al momento delle prove scritte, sia in fase di colloquio."

3. Collaborazione: le diverse parti devono coordinarsi e confrontarsi con regolarità
Scelta di metodi, strumenti e misure, e confronto sui risultati non possono essere considerati prerogativa esclusiva della scuola, ma vanno discussi e concordati con tutti gli interessati, ovvero famiglia, esperti e, quando l'età e le sue caratteristiche lo permettono, studente stesso. E' indispensabile che tutti condividano le motivazioni alla base delle scelte didattiche e la selezione e modalità d'uso degli strumenti compensativi e delle misure dispensative. Altro aspetto centrale riguarda l'aggiornamento del Piano Didattico Personalizzato, che andrebbe effettuato durante l'anno e di anno in anno, allo scopo di considerare l'evoluzione dello studente e di fornire gli strumenti più opportuni.
Vantaggi: ogni componente del gruppo di lavoro può fornire indicazioni di natura differente al fine di creare un quadro completo delle caratteristiche dello studente (cognitivo, emotivo, relazionale, motivazionale), la responsabilità delle scelte didattiche viene distribuita fra più parti evitando l'individuazione di capri espiatori in caso di insuccesso, individuare con maggiore facilità sia problemi che relative soluzioni
Limiti: è importante che ogni componente del gruppo di lavoro fornisca il proprio contributo nel rispetto del ruolo degli altri
Cosa dice la legge: Legge 170/10 Art. 5 "Misure educative e didattiche di supporto": "Le misure [...] devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi."

Questa piccola guida all'esame, lungi dall'essere esaustiva, vuole rappresentare un'indicazione per tutti coloro che, ad almeno 7 mesi dall'inizio degli esami, si focalizzano molto sull'esito, trascurando la parte più importante della formazione: il percorso che conduce all'esito.

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